“Ricordalo sempre, figlia mia: le uniche cose che ti appartengono davvero sono i tuoi sogni e la libera volontà di vivere la vita nel modo in cui desideri farlo. Siamo solo all’inzio, ma c’è davvero un’infinità di cose che desidero condividere con te…da oggi fino al giorno in cui sarai in grado di spiccare il volo con le tue ali. NON DIMENTICARE MAI CHE L’AMORE CHE PROVO PER TE E’ COME IL VENTO: NON POTRAI MAI VEDERLO, MA POTRAI SEMPRE SENTIRLO. OVUNQUE SARAI.”
Questa citazione è tratta dal libro LETTERE A MIO FIGLIO SULLA FELICITA’ di Sergio Bambaren, un libro che mi hai regalato quando non potevo comprendere troppe cose. Ora che sono mamma, che comprendo il senso di avere la responsabilità di una vita che conta più della tua, capisco tante scelte che hai fatto papà, e capisco anche quanto mi hai voluto bene in silenzio.
Sono quattro anni che non posso vederti, abbracciarti, parlare con te, ascoltare i tuoi discorsi logorroici e filosofici.

Non ci si abitua facilmente alla tua assenza, al silenzio che hai lasciato nelle nostre vite, non è vuoto, ma silenzio. Avevi sempre l’ultima parola su tutto, eri sempre pronto a dare prima ancora che ti venisse chiesto qualcosa (e in questo ti somiglio sempre più). Ogni giorno che trascorro accanto a Greta mi chiedo se sarò capace di darle quello che tu hai dato a me, se saprò evitare gli errori che tu hai commesso con me, se un giorno Greta guarderà me e Simone come io ho sempre guardato a te.
Sei andato via in silenzio, senza permettere a nessuno di salutarti per l’ultima volta, te ne sei andato lasciando tracce di te che il tempo non cancella. Pensarti spesso mi da forza, come è successo nei quaranta giorni costretta a letto per il vomito incessante e le nausee del primo trimestre, come è successo quella sera che mi sono chiusa in bagno a piangere per la stanchezza di notti e giorni senza sonno e senza aiuto, come è successo quando sono rientrata a lavoro e non mi sentivo più capace di fare nulla.
Dedico questo post a te papà. Sperando che tu possa essere orgoglioso di me e di quello che ogni giorno provo a costruire per me stessa, per Greta e per Simone. Saresti stato un nonno meraviglioso, sicuramente migliore del padre che sei stato. Mi hai insegnato l’amore e la delusione, la forza e la fragilità. La determinazione e la paura. Da te ho imparato cosa significa essere imperfetti e deludere chi ami e umilmente ammetterlo e provare a ripartire. Se esiste davvero un posto oltre le nuvole dove un giorno ci ritroveremo, spero tu possa accogliermi con un sorriso. Fino a quel momento, proteggi tutti noi, aiutaci ad essere bravi genitori, sostieni Greta nel suo cammino.

Con tutto l’amore che ho…
Tua figlia.