Credo che l’amore sia il motore di ogni cosa. L’ho sempre pensato. Da piccola guardavo i film della Disney di continuo e per quanto possa sembrare banale o forse scontato, sono stati proprio quei personaggi a farmi convincere che tutti prima o poi abbiamo l’opportunità di realizzare un sogno, che l’amore vince sempre. Quando ho incontrato Simone per la prima volta, credo di essermi sentita davvero come la protagonista di una favola. E’ stato tutto perfetto, magico. E la cosa che ha reso tutto ancora più speciale è stato il momento della mia vita in cui è successo. Avevo chiuso una storia importate da poco più di un anno, lavoravo con il mio ex e questo assieme agli orari impossibili che facevo a lavoro mi impediva anche solo di pensare di trovare qualcuno con cui iniziare una nuova relazione. Simone ha ribaltato ogni convinzione, cancellato ogni paura, incasinato la mia vita. Ma è sempre stato un porto sicuro per me. Chi lo conosce sa bene quanto sia orso: solitario, silenzioso, diretto e a volte anche un po’ duro. Ma se ti fermi per un attimo ad osservare i suoi occhi, capisci che ha un animo nobile. Credo sia questa una delle ragioni per le quali ho scelto di avere un figlio con lui. Quando è nata Greta, ha pianto di gioia. E’ un padre meraviglioso e so che Greta lo amerà immensamente.

Quando ero incinta, parlavamo spesso di come sarebbe potuto cambiare il nostro rapporto dopo la nascita di Greta. Mi ripeteva di continuo che ce l’avremmo fatta, che non dovevo avere paura. Spesso si sente dire che l’uomo viene messo da parte quando arriva un figlio. Io invece sentivo che sarebbe accaduto il contrario.

E per i primi mesi è stato così. Simone era completamente perso nel ruolo di padre, innamorato follemente della bambina. Io ero divisa tra la felicità di vederli assieme e il dolore per un distacco che non riuscivo a comprendere. All’inizio ho deciso di non parlarne, di lasciare che il tempo ci permettesse di assestarci, di adattarci a questa nuova dimensione dell’amore: non più io e lui, ma io, lui e Greta. Credo che in alcuni momenti siamo stati davvero bravi a tenderci la mano, a capire che era meglio tacere piuttosto che ferire l’altro. Ma ce ne sono stati tanti altri nei quali ci siamo vomitati addosso mille parole, che hanno pesato sulla serenità della famiglia. Greta è sempre stata la ragione per smussare gli angoli, per cercare di trovare un punto di incontro. Ci vuole tempo per imparare ad essere una famiglia. La coppia non esiste: esiste un unico nucleo da cui si genera tutto. Uno scambio continuo di energia, di sguardi, di parole, di silenzi. La famiglia impone una crescita obbligatoria, un enorme passo in avanti verso l’altro. Perchè sai che anche un solo minuto in più di collera, può far male a tua figlia. E allora si ricomincia ogni volta, cercando di imparare ad essere migliori per se stessi, l’uno per l’altra , per lei. Chi come me è cresciuta tra le liti pesanti dei genitori, tra insulti e allontanamenti, sa quanto è importante donare serenità e stabilità. Ed è quello che come moglie mi impegno a fare e che spero Simone voglia ancora fare. Per poter essere ancora quel NOI più forte di tutto e tutti, per insegnare a Greta che l’amore è fondamentale e ancor di più lo è il confronto, la crescita.Per coppie come noi che non possono lasciare la piccola dai nonni per una sera, ogni attimo è prezioso, ogni singolo istante. A volte basta poco: un sorriso, un abbraccio, un bacio improvviso, un post-it lasciato al mattino. Perchè il sesso cambia, le giornate volano via e non puoi recuperare nulla. Io ho sempre creduto nella bellezza dei piccoli gesti, quelli che ti fanno sentire vicino a chi ami e spero che Simone possa sempre ricordarsi chi siamo, da dove siamo partiti e dove vogliamo arrivare. Tutto cambia quando arriva un figlio, anche l’amore. E come genitori abbiamo il dovere di coltivare questo sentimento ogni giorno, come un fiore speciale.

E voi mamme? Come avete superato l’arrivo del bebè?