Sono cresciuta guardando ballerine come Alessandra Martines, Lorella Cuccarini e Heater Parisi. Da piccola camminavo sempre sulla mezza punta, con mille rimproveri di mia madre, che mi diceva di camminare “normalmente”. Avevo una cugina poco più grande di me che studiava danza classica e ricordo che quando andavo a casa sua volevo sempre indossare i suoi costumi di danza e sognavo di poter entrare anche io in una sala di danza. Ero una bambina timidissima e introversa. Mio padre aveva tentato di farmi appassionare a qualsiasi sport che non fosse la danza, ma senza risultati. Io ero sempre lì, davanti al televisore, incantata a vedere la sigla di Domenica In o Buona domenica. Finalmente a dodici anni, riesco a convincere i miei genitori a farmi frequentare la stessa scuola di danza che frequentava mia cugina…ricordo ancora la sensazione che ho provato entrando in quella sala. Tremavo , ma dentro ero felicissima. Era il 12 settembre 1993. Da allora non ho mai smesso di danzare.

E’ difficile spiegare quello che la danza rappresenta nella vita di un’adolescente, che poi diventa una ragazza e con il tempo una donna. E’ difficile esprimere in concetti le mille emozioni vissute tra sale di danza, esami, palcoscenici e audizioni. Quello che posso dirvi è che non c’è un solo momento della mia vita in cui la danza non sia stata il mio sostegno, la mia forza, la ragione per andare avanti contro tutto e tutti. Io che ero la pecora nera della famiglia, quella ribelle, “viziata”, testarda. Io che ero sempre invisibile, isolata…nella sala di danza mi sentivo libera, senza filtri. Vulnerabile e fragile, ma al tempo stesso forte e invincibile.

La danza è così: dura, sacrificante e al tempo stessa meravigliosa. Sono sicura che se non avessi avuto il privilegio di trascorrere ore e ore in sala di danza, oggi non sarei la donna che sono e la mamma che sto diventando. In tanti momenti ho rischiato di doverci rinunciare, perchè la vita da adulta non lasciava posto ai sogni.

Ma io ho sempre trovato un modo per cavarmela. Rinunciando ai vestiti firmati, alle vacanze, alle serata con amici di scuola, alle gite. A 25 anni, dopo essermi diplomata come ballerina professionista, decido di dare spazio alla mia vocazione: l’insegnamento. Trasmettere tutto quello che avevo imparato e sperimentato lontana da casa, infondere in piccoli e grandi giovani ballerini l’amore per quest’arte, dava alla mia vita un senso profondo.

 

E tutt’ora, nonostante abbia dovuto sacrificare ore di lavoro per crescere Greta, continuo a pensare che non potrei vivere senza i miei allievi, senza la musica,senza la danza. Anche se ogni giorno è una lotta per portare avanti il mio progetto nonostante mille ostacoli, anche se ho sempre timore che tutto possa finire, è lì che torno: in quella sala, dai miei allievi che spesso mi fanno arrabbiare ma che adoro. E non immaginate quanto sia emozionante vedere Greta totalmente a suo agio con loro, in quella sala…

Non so se Greta amerà la danza, ma ho promesso a me stessa che qualsiasi cosa le piacerà fare, se davvero la renderà felice, io sarò lì a sostenerla.

Credo sia importante lasciare i nostri figli liberi di scegliere cosa permette loro di esprimersi. La danza mi ha aiutata ad esorcizzare paure, ad affrontate limiti che non ero capace di superare, a sopportare dolori grandi. E ogni giorno ai miei ragazzi insegno questo: a canalizzare le loro emozioni attraverso il movimento. Perchè la vita quotidiana non sempre ci permette di essere liberi. E anche se la danza è disciplina, rigore e costanza, non esiste medicina migliore per l’anima.

Sarò sempre grata alla danza per avermi insegnato a piangere e sorridere al tempo stesso, per avermi donato coraggio e intraprendenza, sensibilità e intelligenza, eleganza e purezza d’animo.

Non esiste gioia più grande per me che vedere nei miei ragazzi la stessa luce che ho io, vedere che spesso loro riescono molto meglio di quanto non fossi capace io alla loro età. Non importa se decidono di essere danzatori professionisti o meno, conta quello che diventano giorno dopo giorno.

 

Greta ama la musica proprio come me, danza liberamente ogni volta che ascolta qualcosa che le piace e io mi diverto da morire ad osservarla. Ma lascerò che sia lei a chiedermi di provare una lezione di danza, senza forzature e condizionamenti. L’ unica cosa che desidero è che coltivi le sue passioni, perchè so che la renderanno migliore, per se stessa e per chi le sarà accanto.