Sono stati giorni difficili, al punto che non ho avuto nemmeno il tempo di scrivere. Greta cresce, inizia ad esprimere in maniera sempre più chiara le sue emozioni, i suoi bisogni. Non parla, farfuglia sillabe e suoni incomprensibili, ma sa farsi capire perfettamente con i gesti, il volto. Crescono i denti, il dolore la rende sensibile e facilmente irritabile.

Tanti, troppi cambiamenti assieme che non sempre riesco a gestire come vorrei, soprattutto con la pazienza che vorrei. Lunedi è stata una di quelle giornate in cui mi sono arrabbiata, ho pianto, mi sono arrabbiata ancora e sono arrivata a fine giornata stremata, triste e delusa di me stessa. Non so se sia capitato anche a voi, ma al compimento dei 15 mesi di mia figlia, io sono qui che “barcollo ma non mollo”, lotto con la stanchezza quotidiana, con i sensi di colpa, con il timore di non aver fatto poi un gran lavoro.

Non si dovrebbe fare confronti quando si parla di figli, eppure a me spesso capita di farlo ultimamente. Mi sembra di essere circondata da neonati perfetti, splendidi, sempre sorridenti e sereni, teneri e coccolosi. Greta piange, si arrabbia, si ribella, si lamenta, poi ride, gioca, distrugge casa, mi segue in ogni passo. Per la prima volta da quando è nata ho avuto il coraggio di dire a mio marito: “Mi sento soffocare!”, e nello stesso istante in cui ho pronunciato quella frase sono scoppiata in lacrime per il senso di colpa. Ma è così…e forse ho solo bisogno di recuperare un po’ di me, di quella donna che ho lasciato andare via nella notte tra il 4 e il 5 aprile 2016 e che non ho più ritrovato.

L’ho già scritto e ribadito diverse volte: non ho nessuno che mi aiuti con la piccola, io e mio marito facciamo salti mortali per conciliare i nostri impegni di lavoro ed essere sempre presenti con Greta, ma dopo quasi un anno e mezzo siamo devastati. Credo che quello che ci permette di risollevarci nei momenti duri sia l’amore immenso che proviamo entrambi per lei, ma che a volte sembra non bastare mai.

A volte penso di essere una gran rompiballe con mia figlia, ma è talmente grande il timore di ritrovarmi tra dieci anni con una figlia ribelle e scontrosa, che sto facendo tutto il possibile per trasmetterle determinati valori. Eppure c’è sempre qualcosa che mi sfugge, qualcosa che devo ancora comprendere e maturare. E’ come se fossi sempre ad un passo da un traguardo e poi mi accorgo di essere tornata indietro. Secondo mio marito dobbiamo tenere duro fino a che la piccola non andrà al nido ( se tutto va bene a settembre). Forse Greta ha già bisogno di relazionarsi con altri bimbi, di entrare in contatto con il mondo esterno. E’ così intelligente e sveglia che ho timore che diventi grande prima del tempo.

In tutto questo marasma di pensieri ( contorti lo so 🙁 ), diventa difficile essere sempre serena e brillante, anche con lei. Ma poi mi dico che non serve fingere, perchè Greta lo sente se sono triste, stanca, arrabbiata, nervosa…lo sente perchè è parte di me e io lo sono di lei. Perchè quel cordone in realtà è sempre li, simbolo di un legame indissolubile che ha unito il mio cuore al suo fino alla fine dei miei giorni.

In fondo, tutte queste menate me le faccio solo ed esclusivamente perchè vorrei che Greta fosse sempre felice e serena. E da figlia di una non-mamma, so che dovrò avere cura di me per poter essere da esempio per lei. A poco a poco, voglio ricostruire me stessa, riprendere la mia vita tra le mani e tornare a camminare in questa vita come ho sempre fatto. Lo voglio per me e per lei. Nonostante i giorni difficili…

bmd

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