Durante questi 19 mesi da mamma ho letto diversi articoli sull’esperienza dell’allattamento. Conclusione: ogni mamma deve essere libera di gestirlo in base al proprio istinto, nell’assoluta consapevolezza che agirà sempre nel bene del proprio figlio/a.

Io ho allattato Greta per sette mesi. Ho smesso per stanchezza e carenza da sonno.

Durante la gravidanza ho scelto di non trascorrere tutto il tempo tra internet e libri, ho scelto di vivere la gravidanza con serenità senza ansia e preoccupazioni. Non sono stata allattata, non ho avuto una madre che in qualche modo potesse ispirarmi o darmi consigli. Piuttosto ho preferito confrontarmi con mia cognata, mamma di due figli, donna pacata e tranquilla. Quando Greta è nata si è attaccata al seno appena me l’hanno portata in camera, due tentativi e via. Fortunatamente non ho avuto a che fare con ragadi, mastiti o altre difficoltà. Allattare Greta per me è stato naturale e di grande aiuto anche per la mia vita piuttosto incasinata. Ho ripreso a lavorare venti giorni dopo il parto e ho iniziato subito a tirare il latte per avere scorte a sufficienza quando ero via, visto che la nanetta era tetta-dipendente.

Ciò che con il tempo ha iniziato a pesare come un macigno sulla mia serenità sono state le nottate infinite, quel sonno profondo che mai arrivava, quel pianto sfinente se non la attaccavo al seno e la stanchezza che prendeva sempre più il sopravvento. E così , un anno fa, durante un controllo dal pediatra, decido di fare la fatidica domanda: “Dottore, come faccio a risolvere il problema del sonno notturno di Greta?”

La risposta fu secca, coincisa: “Devi toglierle il seno e purtroppo bisogna essere drastici, altrimenti si confondono e non recepiscono il messaggio”. Detta così può sembrare una espressione pessima. Ma considerando che Greta era già abbondantemente svezzata, cresceva bene e la tetta era diventata “solo” una coccola, mi sono fatta coraggio.

Quello che è stato ben diverso dalle previsioni del pediatra è stato l’iter per arrivare al distacco sereno…secondo il pediatra nel giro di una paio di notti insonni, Greta avrebbe capito e accettato. Peccato che la signorina è un tipino niente male e ho trascorso dieci lunghissimi giorni e notti ad ascoltare le urla e i singhiozzi disperati di mia figlia.

Ho pianto con lei, per lei…ma ero determinata a trovare il mio equilibrio per essere una mamma più serena. Quando cresci un figlio sola, senza avere mai un attimo di respiro, rientri a lavoro, gestisci la casa e vivi sempre sul filo del rasoio, hai bisogno di recuperare forze e equilibrio. Quella meravigliosa creatura a cui hai donato la vita merita serenità, sorrisi, coccole, risate. E io mi stavo perdendo e non godevo più della gioia di essere mamma.

A distanza di un anno posso solo dire di aver fatto la scelta migliore per me e per lei, per il nostro rapporto, per la mia famiglia. Greta è una bimba determinata, forte, poco disposta al compromesso. Con lei è sempre un testa a testa. Ma e una bimba vivace, solare, sorridente e dolcissima. So di avere contro tante mamme pro-allattamento a richiesta e non giudico chi allatta a oltranza. Ma so che troverò comprensione e sostegno di quelle mamme che come me non hanno avuto a che fare con figli dormiglioni e tranquilloni.

Bambini come Greta richiedono una riserva infinita di energia…e l’allattamento a richiesta è un privilegio ma al tempo stesso un impegno importante, che deve essere vissuto con serenità e piacere.

Spero di essere stata utile a quelle mamme in crisi.

Un abbraccio a tutte mamme!

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